Programma

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Venerdì 25 maggio 2012


Dalle ore 10.00
Gameprof! Imparare giocando
Spazi aperti di interazione gestiti dalle case editrici scolastiche con gli alunni e gli insegnanti delle scuole

h 10.15- Apertura dei lavori
Fausto Raciti, segretario nazionale Giovani Democratici

h 10.30- Intervento
Francesca Puglisi, Responsabile Scuola Segreteria nazionale PD

h 10.45- Conversazione
Scuola e nativi digitali: come cambia l'Italia
Presentazione del sondaggio Ipsos-Dipartimento Scuola PD
Introduce Mariangela Bastico (Parlamentare PD)
Nando Pagnoncelli (Presidente Ipsos)
Discussant: Paolo Ferri (Università Bicocca Milano)
Andrea Gavosto (Fondazione Giovanni Agnelli)
Conduce: Corrado Zunino (La Repubblica)

h 11.30- Intervento
Pier Luigi BERSANI, Segretario nazionale PD

h 12.00- Conversazione + tag cloud live
Il digitale e il senso di realtà
Idee e filosofi oltreconfine
Introduce Antonio Rusconi (Capogruppo Pd Commissione Istruzione Senato)
Con Maurizio Ferraris (Università di Torino)
Carlo Infante (Stati Generali dell’Innovazione)
Roberto Maragliano (Università Roma Tre)
Silvano Tagliagambe (Direttore scientifico Progetto “Scuola digitale”)
Conduce: Lorenzo Salvia (Corriere della Sera)
Ascolto e twitto”: commenti sulle nuvole dei giovani di Fds, Rds, Uds, Msac- a cura di Urban Experience

Pausa

h 15.00- Intervento
Francesco PROFUMO, Ministro dell'Istruzione Università e Ricerca

h 15.30 Speaker's corner
Rai Scuola, meno tv più web app
Silvia Calandrelli (Direttore Rai Scuola)

h 15.45- Conversazione + tag cloud live
'Media education': scuola, relazioni personali e tv
Ambiguità e opportunità delle tecnologie digitali
Con Mussi Bollini (Vice direttore Rai Ragazzi- Rai Gulp)
Matteo Lancini (Università Bicocca Milano)
Angela Nava Mambretti (Vice Presidente Consiglio nazionale utenti)
Domenico Russo (Movimento Cooperazione Educativa)
Conduce Luca Landò (Direttore Unita.it)
Ascolto e twitto”: commenti sulle nuvole dei giovani di Fds, Rds, Uds, Msac- a cura di Urban Experience

h 16.30- Speaker's corner
La scuola in rete: partecipazione e collaborazione
Laura Bononcini, Senior Policy Analyst Google Italia
Introduce Manuela Ghizzoni (Capogruppo Pd Commissione Istruzione Camera Deputati)

h 16.45- Speaker's corner
Creative Design per l'inclusione: nuovi percorsi per l'innovazione sociale
Gerard Van Wolferen (Responsabile Programma di ricerca europeo "Creative design per l'inclusione"- Università della Scuola delle Arti di Utrecht)

Dislessia: strumenti operativi e materiali multimediali per una didattica inclusiva
Barbara Urdanch (Pedagogista)
Introduce Vittoria Franco (Parlamentare PD)

h 17.15 Conversazione + tag cloud live
Come vedono e costruiscono il mondo i nativi digitali
Modelli cognitivi, luoghi e tempi di apprendimento
Introduce Anna Serafini (Presidente Forum PD Infanzia e Adolescenza)
Con Giovanni Boccia Artieri (Università di Urbino)
Claudia Mandrile (Fondazione per la Scuola della Compagnia di San Paolo)
Susanna Mantovani (Università Bicocca Milano)
Alfonso Molina (Università Edimburgo, direttore scientifico Fondazione Mondo Digitale)
Conduce:Armando Massarenti (La Domenica del Sole 24 Ore)
Ascolto e twitto”: commenti sulle nuvole dei giovani di Fds, Rds, Uds, Msac- a cura di Urban Experience

h 18.00- Intervento
Dario Franceschini (Presidente gruppo PD Camera dei Deputati)

h 18.15- Lectio magistralis
Marc PRENSKY (esperto in apprendimento e istruzione)
Introduce: Andrea Pucci (Multiplayer.it Edizioni)

h 19.00- Conversazione + tag cloud live
La scuola italiana e l'era digitale
Programmi formativi, didattica, architettura scolastica
Con Giuseppe Desideri (Presidente AIMC)
Massimo Faggioli (Indire)
Paolo Ferri (Università Bicocca Milano)
Roberto Pellegatta (Presidente Disal)

Conduce: Tiziana Ragni (Europa)
Ascolto e twitto”: commenti sulle nuvole dei giovani di Fds, Rds, Uds, Msac- a cura di Urban Experience


Sabato 26 maggio 2012

dalle 9.30
Gameprof! Imparare giocando
Spazi aperti di interazione gestiti dalle case editrici scolastiche con gli alunni e gli insegnanti delle scuole

h 09.30- Intervento
Giuseppe Fioroni (Parlamentare PD)

h 9.45- Lectio magistralis
Francesco Antinucci (Direttore di ricerca Istituto Scienze e Tecnologie Cognitive CNR)
Discussant: Vittorio Campione (Consulente del Ministro Profumo per le tecnologie)
introduce Maria Coscia (Parlamentare PD)
Ascolto e twitto”: commenti sulle nuvole dei giovani di Fds, Rds, Uds, Msac- a cura di Urban Experience

h 10.15- Speaker's corner
Azioni dell’UE per un uso consapevole del web da parte dei minori
Cristina Loglio (Consulente politiche europee)
Introduce Silvia Costa (Parlamentare europea PD)

h 10.30- Question time+ tag cloud live
Il futuro entra in classe
Insegnanti ed editori si confrontano sui contenuti digitali per la nuova scuola
Introduce Emilia De Biasi,parlamentare PD
Con
Maria Vittoria Alfieri (Education 2.0- RCS Libri Education)
Giuseppe Bagni (Presidente CIDI)
Frieda Brioschi (Presidente Wikimedia Italia)
Michele Facci (Edizioni Centro Studi Erickson)
Giuseppe Ferrari (Direttore Editoriale Zanichelli)
Fabrizio Foschi (Presidente Diesse)
Gregorio Iannaccone (Presidente Andis)
Sergio Saviori (Mondadori Education)
Francesco Turletti (De Agostini Scuola)
Emilio Zanette (Direttore Editoriale Pearson Italia)
Conduce: Alessandra Migliozzi (Agenzia Dire)

h 11.45- Speaker's corner
I Science centre: luoghi per creare nuovi ambienti di apprendimento e immaginare la scuola del futuro
Luigi Amodio (Direttore di Città della Scienza di Napoli)

h 12.00- Conversazione + tag cloud live
Imparare a crescere nel mondo delle tecnologie digitali
Come la scuola può costruire la persona umana
Introducono Paolo Masini (Vice Presidente Commissione Scuola Comune di Roma)
e Sabrina Alfonsi, Responsabile Scuola Pd Roma
Giovanni Bachelet (Presidente Forum Istruzione PD)
Luigi Berlinguer (Direttore Education 2.0)
Mario Fierli (Esperto in tecnologie per l'educazione)
Jonah Lynch (Vice Rettore Seminario Fraternità San Carlo Borromeo)
Pier Cesare Rivoltella (Università Cattolica Milano)
Conduce: Maria Novella De Luca (La Repubblica)
Ascolto e twitto”: commenti sulle nuvole dei giovani di Fds, Rds, Uds, Msac- a cura di Urban Experience


Performance & Exhibition
De Agostini Scuola
Edizioni Centro Studi Erickson
Fondazione Mondo Digitale
Giunti Scuola
Google Italia
Mondadori Education
Multiplayer.it Edizioni
Pearson Italia
RCS Libri Education
Smart Technologies
TT Tecnosistemi - Distributore nazionale Promethean
Zanichelli

Associazioni invitate:
Cidi, Aimc, Anief, Andis, Disal, Anp, Diesse, Fism, Flc Cgil, Cisl Scuola, Uil Scuola, Gilda Scuola, Snals, Cgd, Age, Uds, Fds, Msac, RdS

42 commenti:

  1. A leggere il programma sembra che tutto il mondo, ormai maturo e variegato, delle "open educational resources" (OER, secondo la definizione UNESCO), non esista. Più di 10 anni di movimento, diffuso in tutto il mondo e capitanato da università prestigiose come il MIT (ma anche da altre scuole, di tutti i livelli) e sostenuto da organizzazioni internazionali come UNESCO e OECD - come non esistesse. In compenso il mondo dell'editoria "chiusa" tradizione è molto ben rappresentato in questa conferenza.
    Come mai?

    Prof. Juan Carlos De Martin
    Politecnico di Torino
    Creative Commons Italia

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    1. Stimato De Martin, non riusciamo a trovare un suo recapito telefonico. La preghiamo di scrivere al coordinatore del dipartimento g.belfiori@partitodemocratico.it Grazie

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  2. Vi siete dimenticati uno dei pochi (unico?) editori che condividono la conoscenza, aprono le licenze, non sono monopolisti: GARAMOND!
    Peccato, occasione perduta!

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  3. concordo col prof De Martin e col fatto che non c'è molta attenzione all'open access e ai percorsi bottom up, ma alcuni invitati spero sappiano indirizzarvi verso questa direzione

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  4. Ringrazio Flavia, ma non credo che il mancato invito a Garamond sia una dimenticanza. Basta leggere l'elenco degli editori di testi scolastici sponsor della manifestazione per rendersi conto che qui si privilegia la vecchia forma di editoria, quella proprietaria, chiusa e tendenzialmente monopolista, assai lontana dal mondo delle risorse aperte, a cui opportunamente fa riferimento Juan Carlos, che in questa sede sembrerebbe non esistere, e che per Garamond è l'unico futuro possibile di editoria digitale. Per fortuna la realtà è più grande e articolata di certe rappresentazioni sponsorizzate...

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  5. Il convegno ha un sottotitolo infelice, visto che Nativi Digitali è uno stereotipo con ben poco significato, vedi http://www.giannimarconato.it/2011/03/nativo-digitale-uno-stereotipo-dannoso/

    Il termine, fra l'altro, sembra ormai "abbandonato" anche da chi l'ha inventato, quello stesso Prensky che terrà una Lectio Magistralis, vedi http://piercesare.blogspot.com/2010/10/da-marc-prensky-marc-prensky.html

    Comunque, il problema fondamentale rimane quello già sollevato dai commentatori precedenti. Diciamo pure che Nativi Digitali sia un termine con un contenuto.

    Ma allora perché in un convegno come questo sembra non esserci alcuno spazio per una una delle cose che i nativi digitali usano di più cioè Wikipedia, o meglio per quanto essa rappresenta, cioè creazione di contenuti con licenze aperte? Perché non c'è menzione di progetti internazionali OER come CourseWare del Mit, CNX.org oppure http://ole.org?

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  6. Ma come "perché" Marco? Se fai un convegno con quegli sponsor, a cui riservi anche un'intera tavola rotonda, senza contraddittorio, ti meravigli che non si parli di cultura aperta, creative commons e modelli di editoria alternativi a quelli copyright?

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  7. Le affermazioni del signor Quadrino relative a presunte 'sponsorizzazioni' sono completamente false, inventate di sana pianta. Non riusciamo a capire con quali intenti abbia scritto quelle parole e come faccia a sostenere che abbiamo sponsor, quali elementi o quali prove abbia a sostegno di quanto scritto. Non abbiamo nessun genere di sponsorizzazione da nessuno dei presenti, né relatori, né case editrici, né altre aziende. Invitiamo tutti coloro che abbiano dei dubbi, a informarsi, magari contattando le case editrici, prima di pubblicare affermazioni che mettono in cattiva luce la Conferenza. Questo è un blog di un partito politico: non consentiremo di essere insultati o diffamati, quindi elimineremo le conversazioni che sono lesive del buon nome de della dignità del nostro operato.

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  8. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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    1. Il tono scritto che lei usa è ben altro che di normale constatazione. Comunque, lasciamo perdere... Sono state invitate, o hanno chiesto di partecipare, case editrici che si occupano nello specifico di scuola. L'unica scelta è stata questa, senza nessun altro intento, tanto è che è la prima volta che il Pd ha questo genere di contatto. Per l'elenco degli editori invitati, la pregherei di scrivere a g.belfiori@partitodemocratico.it

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  9. Non mi era mai capitato di vedere definite come lesive del buon nome o addirittura "diffamanti" le semplici constatazioni che alcune società private possano fungere da sponsor ad una manifestazione pubblica. Per parte mia, ho semplicemente dedotto che le aziende che compaiono nel programma alla voce "Performance & Exhibition" fossero sponsor dell'iniziativa, cosa peraltro del tutto legittima e comune. Non vedo traccia di insulto nei miei interrventi precedenti, ma solo una rilevazione che nasce dalla constatazione che nella conferenza è rappresentato solo il mondo editoriale basato sulla cultura proprietaria e copyright, mentre non c'è alcuna traccia di altre modalità di editoria o creazione del contenuto dal basso, secondo una logica di conoscenza come bene comune, come già osservato da Juan Carlos ed altri colleghi, sia qui sia in altri ambienti di rete. Se poi le aziende invitate non sono nemmeno sponsor della manifestazione, come qui sopra attestato, allora vuol dire che il Pd ha operato una scelta precisa, di cui non resta che prendere atto.

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    1. Il tono scritto che lei usa è ben altro che di normale constatazione. Comunque, lasciamo perdere... Sono state invitate, o hanno chiesto di partecipare, case editrici che si occupano nello specifico di scuola. L'unica scelta è stata questa, senza nessun altro intento, tanto è che è la prima volta che il Pd ha questo genere di contatto. Per l'elenco degli editori invitati, la pregherei di scrivere a g.belfiori@partitodemocratico.it

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  10. Premesso che la sponsorship non è un delitto, quindi non diffamante (né per chi la riceve né per chi la offre) forse possiamo parlare di presenze (non sponsorizzate), ma comunque manca completamente la presenza di chi di condivisione di conoscenza si occupa!
    E devo dire che non avrei davvero voluto leggete "elimineremo le conversazioni che sono lesive del buon nome de della dignità del nostro operato"! Non nell'era della partecipazione, non da un partito che sulla democrazia affonda le proprie radici! Nessuna censura, per favore!

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    1. nessuna falsità, né 'pezzi scelti', per favore

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    2. Nessuna falsità, concordo! Sono certissima di non aver scritto falsità di alcun tipo (né illazioni), quindi a che cosa fai riferimento?

      Né capisco "pezzi scelti"... che cosa non devo fare?

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    3. Lei può fare ciò che vuole e lei non ha scritto falsità, i 'pezzi scelti' sono una citazione: la troverà in Notturno Indiano, "Méfiez-vous des morceaux choisis". E' facile scegliere un argomento fuori dal contesto generale, e poi su questo costruire una teoria. Occorre anche guardare l'insieme dei vari pezzi. Il commento era riferito al fatto che avessimo come nostri sponsor i nostri invitati. Non è vero.
      Più in generale, non si dovrebbe confondere la partecipazione con l'offesa, quindi tutti possono esprimere liberamente ciò che pensano (altrimenti non avremmo aperto un blog!), purché la libertà di espressione non si traduca nello scrivere cose non vere, nell'offendere ecc. In tal caso, le leggi della democratica Repubblica italiana contemplano certe azioni, più semplicemente si può optare per la cancellazione del commento. Tutto qua.

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    4. Il suo (torno la lei) commento era in risposta al mio, per questo chiedevo, ma evidentemente non era rivolto a me.
      Per quanto riguarda la cancellazione di commenti eventualmente non veri o offensivi... liberissimi di cancellare, ma ripeto, nell'era del 2.0 e della democrazia digitale suona parecchio strano. Tutto qua.

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  11. Che un partito politico organizzi un'iniziativa oggi e su questi temi è una gran bella notizia.
    Ci si aspetterebbe che l'organizzatore faccia una ricognizione sugli attori in campo, con particolare attenzione per quelli che portano innovazione, per dare una reale possibilità di confronto sui temi caldi.
    Per esempio il dibattito copyright/copyleft, il passaggio dal libro cartaceo ai contenuti digitali con quel che ne consegue (multimedialità, ipertestualità, ecc.), le nuove forme dell'apprendimento...
    Niente di male se partecipano i grandi editori, ma se sono i soli viene da pensare a due alternative:
    - a una sudditanza nei confronti dei Grandi Nomi
    - a una conoscenza modesta di quel che accade nel mondo della scuola (non ancora) digitale.
    Siccome sono un ex DS (e ho ancora un credito di fiducia), propendo per la seconda ipotesi

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    1. + 1 (ma la cosa non mi rallegra)

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  12. Suggerirei all'organizzazione della conferenza di utilizzare le tre settimane che precedono l'appuntamento per rivedere criticamente alcune scelte, che francamente appaiono poco giustificabili. A quelle già criticate da Juan Carlos De Martin, e da Vindice, aggiungerei la mancanza di una presenza degli attori primi, i giovani, gli studenti, che dal programma sembrano un oggetto da osservare e non un soggetto a cui dare spazio di azione e ascolto.

    La conferenza è una iniziativa lodevole, ma senza questi aggiustamenti rischia di essere un'occasione perduta.

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    1. Spero davvero che possa essere un'occasione trovata, e non perduta! Per nativi digitali, in Italia, abbiamo deciso di includere i bambini da 0 a 12-13 anni, e con loro e i loro insegnanti abbiamo già programmato una serie di attività. Per gli studenti più grandi sono previsti, come ogni anno, altri appuntamenti politici: per il 2012, segnalo la Festa Democratica nazionale Scuola e Università (Urbino, 20 giugno-1 luglio). Un'ultima osservazione: per la nostra landing page www.natividigitali.eu, per la grafica, per questo blog, per il video promo (io lo trovo bellissimo), per la colonna sonora, per alcune azioni di web marketing ecc, abbiamo avuto la fortuna di incontrare giovani straordinari, sia italiani sia stranieri, che hanno con entusiasmo lavorato all'evento.

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  13. Beh Nello, che dire, concordo... il tempo c'è, imprese che fanno un po' di openness anche, giovani che se ne occupano pure: non perdete questa occasione!

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  14. mi dite come mai per un po' nessuno riusciva a commentare?
    Che è successo?

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  15. poiché un'ora fa non si riusciva a salvare commenti, ho copiato quello che avevo già iniziato a scrivere qui nel mio sito. Ormai è lì e lì lo lascio, comunque ho già aggiornato quel testo con la nota che i commenti sono di nuovo a posto.

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  16. Concordo appieno con quanto scritto prima da Juan Carlos, da Flavia e dagli altri. Dalla lettura del programma della conferenza sembra che si sia tralasciato del tutto il mondo (sempre più attivo) delle open educational resources. Non ho idea se si tratti di una mancanza dolosa oppure colposa, ma poco importa: invito gli organizzatori (dato che si tratta del partito nel quale milito) a voler quantomeno prendere in considerazione che da tempo esiste una realtà consolidata, che supera il modo "classico" di concepire l'editoria scolastica e non. Siamo nell'era della condivisione della conoscenza, e ne dobbiamo tenere conto.

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  17. Leggo con grande attenzione e interesse i tanti commenti al nostro programma, e siano benvenute anche le critiche più aspre: ci aiuteranno a far meglio. Credo che, comunque, vada dato atto al PD di impegnarsi a fondo per il sistema nazionale pubblico di istruzione, non solo sul versante delle politiche sindacali, ma anche da quello dell'innovazione.
    Il punto di vista delle OER è certamente importante, e convengo che nel dibattito di sabato mattina, dove si parla di contenuti digitali per la scuola, sia utile e necessario inserire anche questa voce, senza stravolgere ma arricchendo un programma già definito.

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  18. Suggerirei di prevedere anche la partecipazione ed uno spazio per studenti&giovani under 30. Mi sembrano assenti dal programma.

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  19. Il fatto che la loro presenza sia prevista in altre occasioni non mi sembra una buona ragione per non prevederli qui. Soprattutto su questi temi, sconsiglio di includere solo studiosi e "osservatori". Sbaglio o mancano anche insegnanti e presidi? Perché non prenderne alcuni coinvolti nei progetti di innovazione e classi 2.0?

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    1. Giusto, Nello... alcune ore fa ho scritto una considerazione analoga nella bacheca facebookiana del Dipartimento Scuola Pd.

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    2. Ti invito a leggere bene il programma: sono coinvolte le associazioni di insegnanti Cidi, Aimc, Diesse, Mce, è prevista l'illustrazione di progetti innovativi (primaria e secondaria di primo grado), ci sono spazi per i bambini 0-13. Gli studenti più grandi, ripeto, non possiamo davvero considerarli, almeno non in Italia, 'nativi digitali'. Sarebbe un calderone improponibile e inutile. Detto questo, il programma, bello o brutto che sia, è già definito (stiamo chiudendo anche le iscrizioni, poiché i posti al Tempio di Adriano sono limitati e a questo appuntamento sono, ovviamente, invitati i nostri Responsabili Scuola che abbiamo in tutto il territorio nazionale, e sono tanti!). Accettiamo -e lo dico con la massima sincerità- critiche e consigli, ma non possiamo -anche per banali motivi organizzativi- ridiscutere il programma o trovare una nuova sede perché servirebbero altri spazi. Ci saranno altre occasioni di confronto, e faremo tesoro di ogni suggerimento.

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    3. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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    4. Anna Rita, mi rendo conto che non tutti seguano le attività e il modo di lavorare del Dipartimento Scuola PD, quindi sono felice di risponderti. Come sempre, raccoglieremo contributi che serviranno a elaborare il documento finale, il quale sarà posto all'attenzione dei nostri organismi (gli insegnanti, i genitori ecc che sono anche responsabili Scuola Pd). Apriremo la cfp dopo il 7, quando avremo i dati del sondaggio commissionato a Ipsos. Raccoglieremo e pubblicheremo online ciò che ci arriverà. In ogni caso, puoi ben immaginare come per noi le associazioni e i sindacati -non potendo avere un rapporto diretto con tutti gli insegnanti!- siano referenti fondamentali, nella reciproca autonomia.

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    5. Scusa, avevo cancellato il mio messaggio per correggerlo riscrivendolo sotto. Confermo che il/la (bah) "call for paper" sarebbe un buon modo di interagire con gli insegnanti, di rompere il ghiaccio rivolgendosi direttamente a loro (a noi).

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    6. Caro Giovanni, aprire i commenti su un programma significa esporlo anche a critiche e, per quanto possibile, ad un suo miglioramento.
      Vista l'attenzione per questi temi (e si vede anche da questa discussione) forse un maggiore coinvolgimento "prima" è un necessario metodo da seguire.
      Le perplessità su alcune scelte purtroppo rimangono tutte e concordo con Anna Rita: invitare tutti i presidenti delle associazioni di insegnanti non significa dar spazio agli insegnanti che fanno innovazione sul campo. E non ritenere che dei giovani impegnati nella scuola possano aver da dire su questi temi, mi lascia perplesso.
      Ma spero davvero che su quest'approccio si possa discutere nel prossimo futuro.

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  20. Ecco, Giovanni, a proposito di suggerimenti... qualche "call for paper" non sarebbe stato male (magari c'è stato e mi è sfuggito?). Un conto sono le associazioni, un conto gli insegnanti (e te lo dico da insegnante che fa parte di un'associazione).

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  21. Resta il dato: alla conferenza sulla scuola e il digitale del Pd sono state invitate le quattro case editrici italiane che pubblicano libri di testo tradizionali a stampa, detenendo circa l'ottanta per cento del mercato della scolastica, da 800 milioni di euro all'anno.
    Non so a quale titolo la loro esperienza editoriale possa risultare significativa sul fronte dell'innovazione, del digitale e della rete, considerando che quando ci sono progetti ministeriali sull'editoria digitale preferiscono non partecipare o ottengono risultati modestissimi.
    Invece le tante sperimentazioni dal basso, le autoproduzioni di contenuti delle scuole, le iniziative editoriali più innovative in forma di contenuti aperti e ambienti di rete collaborativi in licenze Creative Commons - che sono la vera innovazione introdotta dal digitale - risultano totalmente ignorate.

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  22. Che ne dite, riuscite a trovare un po' di spazio (anche solo 20 minuti) per questo dibattito?

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  23. Attenzione! Per i commenti e i contributi di studio è stata aperta questa pagina: http://natividigitali2012.blogspot.it/p/call-for-paper-contributi.html

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